Come scoprire a quali foto hanno messo like i tuoi amici su Facebook

Quali foto sono state oggetto di like? Una funzione del tutto personalizzabile del social network consente di farlo, sfruttando filtri personalizzabili per cronologia, luogo e provenienza degli apprezzamenti…

Gattini? Cibo? Viaggi? Solo foto di famiglia con pose di dubbio gusto? E chi può dirlo, quali sono le immagini che guadagnano più like: Facebook, ovviamente. Nella pletora di funzioni che si annidano tra i tentacoli del social network, ce n’è in realtà una che consente di capire proprio questo, cioè quali siano le fotografie che si sono meritate il pollice all’insù.

Scoprirlo è più semplice di quanto si possa pensare. Basta andare sulla barra di ricerca e digitale “Photos liked by”. Il primo suggerimento è “me” e serve a vedere quali foto ha apprezzato il proprietario del profilo.

Ma la ricerca è del tutto personalizzabile. Prima di tutto, i filtri sulla sinistra dello schermo permettono una selezione seguendo parametri cronologici, o di popolarità.

Poi, è possibile controllare quali like hanno messo i propri amici, i Gruppi, o entrambi. Cliccando su “scegli sorgente”, si ottiene una scrematura in base a uno specifico profilo.

 

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Come funziona NotPetya, il nuovo ransomware che sta criptando migliaia di computer.

NotPetya è di sicuro uno dei malware più avanzati mai realizzati: oltre a bloccare il computer, ruba anche i dati personali. Ma c’è un modo per prevenire l’infezione…

E così ci risiamo. Un altro “cyberattacco” (ma è più corretto parlare di “minaccia informatica”) sta mettendo in ginocchio una moltitudine di sistemi informatici, sulla scia di quanto accaduto, qualche settimana fa, con Wannacry. Ecco, partiamo da qui, da questa similitudine, che c’è anche dal punto di vista tecnico. Petya, questo il nome del nuovo malware che tanti danni sta facendo, è un ransomware, cioè un software nocivo che, una volta installato in un computer, lo blocca chiedendo un riscatto per farlo tornare al pieno delle sue funzioni.

Come Wannacry, anche Petya è dotato della capacità di infettare un sistema aprendo l’allegato di una email, ma anche di propagarsi via Internet, andando a caccia di computer dotati della famigerata vulnerabilità SMBv1 di Windows. Tante similitudini, dunque, ma anche alcune differenze sostanziali che rendono Petya un gioiello ingegneristico ancora più efficiente di Wannacry. Cerchiamo di capire di cosa si tratta.

Innanzitutto, al momento i ricercatori non sono sicuri che il ransomware sia proprio Petya

Il modus operandi è simile, ma la sua analisi approfondita (ci vorrà qualche giorno) ha rivelato che si tratta di una sua variante, al punto che qualcuno azzarda il nome di NotPetya.

 

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I chatbot di Facebook hanno inventato un linguaggio tutto loro…

Chatbot allenati alla negoziazione non solo hanno sviluppato strategie proprie di trattativa, ma anche utilizzato un linguaggio unico e non assimilabile a quello umano.

Succede che l’allenamento del machine learning diventi un allenamento anche per gli umani: a considerare gli imprevisti, e a fare i conti con l’intelligenza artificiale che prende iniziative. Nel laboratorio Facebook Artificial Intelligence Research (Fair), per esempio, i ricercatori al lavoro su chatbot che replicassero conversazioni di negoziazione si sono trovati davanti a risultati inaspettati.

Innanzitutto, i chatbot agent, allenati anche attraverso apprendimento per rinforzo — per la prima volta, dicono i ricercatori — sono stati in grado di sviluppare strategie avanzate per ottenere quello che avrebbero voluto (o dovuto volere?). Per esempio, sono stati in grado di fingersi interessati a qualcosa priva di reale valore, per poi usarla come merce di scambio per il raggiungimento del compromesso. Mostrare di volere una cosa, per poi cederla in sacrificio nella trattativa con l’interlocutore: un “giochino” classico per noi, e ora anche per l’intelligenza artificiale.

i bot hanno cominciato a discostarsi dalle norme scritte iniziando a comunicare in un linguaggio completamente nuovo, quello creato senza un contributo umano. Allenando gli “agenti chatbot” con enormi dataset di trattative tra umani, i ricercatori hanno infatti dimostrato non solo che queste potessero essere replicate dalle macchine, ma superate e migliorate.

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Instagram, la funzione “Archivia” è ufficiale.

Su Instagram potrai mettere da parte i post che vuoi vedere solo tu.

I post archiviati finiranno in un’apposita sezione, dove potranno essere visti solo dal proprietario del profilo. In qualsiasi momento però, potranno essere riportati tra le foto pubbliche.

L’idea di poter avere uno spazio privato dove poter archiviare — attenzione, non buttare — le foto che si preferisce non visualizzare sul proprio profilo, è piaciuta. Il social network di casa Facebook ha annunciato l’arrivo, con la versione 10.21 e successive dell’app, della funzione “Archivia”.

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Adesso, aprendo l’app su iOS e Android, si potrà accedere all’opzione dal menù (solito tasto con i tre pallini) in alto a destra di ogni post. I contenuti archiviati finiranno in un’apposita sezione, alla quale si accederà cliccando sull’icona dell’orologio cerchiato, che comparirà in alto a destra al proprio profilo. Le foto messe da parte saranno, da quel momento, visibili solo dal proprietario del profilo, che può consultarle a piacimento.

Cambiare idea è consentito: cliccando sulle foto archiviate e scegliendo “mostra sul profilo”, si attiverà il processo inverso. Le foto, quindi, torneranno là dove erano state pubblicate originariamente.

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Instagram in Italia ha 14 milioni di iscritti

Cresce la community italiana: l’anno scorso erano 9 i milioni di iscritti. Ogni giorno, nel mondo, accedono al social network 400 milioni di persone.

Instagram è una community da 700 milioni gli utenti attivi al mese, l’80% dei quali vive al di fuori degli Stati Uniti.

E a proposito di community non americane, c’è quella italiana, che conta 14 milioni di persone. I dati li ha forniti lo stesso co-fondatore della piattaforma, Mike Krieger, nel corso di una visita italiana.

In Italia, Instagram sta crescendo ad un ritmo impressionante, e a oggi 14 milioni di persone utilizzano la piattaforma ogni mese, rispetto ai 9 milioni che avevamo annunciato lo scorso anno – ha commentato Luca Colombo, Country Manager di Instagram e Facebook per l’Italia – A livello globale, la community di Instagram continua a mostrare un fortissimo engagement, con 400 milioni di persone che accedono alla piattaforma ogni giorno per connettersi con i loro amici e con le proprie passioni. Questo livello di engagement, insieme a un pubblico potenziale in costante crescita in Italia, rappresentano un’importante opportunità per gli inserzionisti sul mercato.

Proprio in Italia, sono arrivate alcune delle novità annunciate recentemente annunciate recentemente: la nuova versione dell’app ha portato gli adesivi geolocalizzati (premere icona adesivo e poi luogo), i filtri facciali (ma qualcuno li aveva già a disposizione) e i filtri anche per la funzione Boomerang.