Oltre le parole: Google implementerà l’intelligenza artificiale con altre abilità

Il colosso di Mountain View sta investendo nell’integrazione delle capacità di riconoscimento vocale con altri stimoli, per rendere più efficace la sua intelligenza artificiale

Non solo l’udito, per ascoltare le conversazioni. Google ha avviato un progetto di ricerca per dotare alcune applicazioni della sua intelligenza artificiale (Ai) di altri sensi. Come la vista, per esempio. L’obiettivo è di rendere più semplice e completa la comprensione di dialoghi e richieste da parte degli utenti. Lo ha annunciato Fernando Pereira, vicepresidente ed engineering fellow in Google, dal palco di Making Ai, incontro organizzato ad Amsterdam dal colosso di Mountain View per fare il punto sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale. “È uno dei nuovi progetti a cui sto lavorando”, ha detto Pereira riferendosi all’integrazione tra riconoscimento vocale e altri “sensi”.

Big G vuole rendere l’interazione con la sua intelligenza artificiale il più naturale possibile. Un primo investimento consiste nel migliorare la comprensione del dialogo. Già oggi Google Assistant è in grado di capire richieste non troppo esplicite o che diano per scontate alcune informazioni.

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Articolo 13: YouTube informa i gli utenti dei rischi della nuova normativa sul Copyright

YouTube intensifica la propria offensiva contro l’articolo 13 della nuova normativa sul copyright dell’Unione Europea: dopo il post di qualche giorno fa dell’amministratrice delegata Susan Wojcicki sul blog ufficiale di Google, il colosso dello streaming richiama l’attenzione sulla questione con un sistema che raggiungerà indubbiamente un numero molto maggiore di utenti.

Si moltiplicano le segnalazioni in tutta Europa secondo cui la richiesta di abbonarsi a YouTube Premium, che di solito compare nell’angolo in basso a sinistra del sito per chi non è abbonato, è stata sostituita con un messaggio che spiega che “l’articolo 13 potrebbe avere conseguenze inaspettate“. Il pulsante che invita a saperne di più rimanda a questo minisito, con video, informazioni e dettagli contro la normativa.

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A Milano il primo ristorante dove si paga in base ai followers

Ma chi si può permettere davvero di pagare il conto del ristorante in follower di Instagram?

A Milano apre il primo ristorante dove si paga in base al numero dei propri follower di Instagram, ma in sintesi, nulla di tutto ciò ci riguarda davvero

Lunedì 15 ottobre, in via Lazzaro Papi a Milano, in zona Porta Romana, aprirà il ristorante che molti media hanno annunciato essere il primo al mondo in cui sarà possibile pagare il conto in follower. Si tratta del sesto locale della catena This is not a sushi bar, nata nel 2007, prima realtà a portare il sushi delivery nel capoluogo meneghino.
La trovata, c’è da ammetterlo, ha centrato nel segno, almeno da un punto di vista comunicativo, e viene da chiedersi come mai nessuno ci avesse pensato prima. L’obiettivo non è tanto riempire il ristorante con la folla della sagra della porchetta di Ariccia, ma trascinarvi influencer e personaggi dal discreto successo social, motivarli a condividere una foto sul proprio profilo Instagram e offrire loro uno o più piatti in base all’entità della fan base che li segue.
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Google chiude Google Plus

Google Plus chiude per un bug che ha esposto i dati di centinaia di migliaia di utenti e che secondo, il Wall Street Journal, all’azienda era noto da mesi

Google Plus, lo snobbatissimo social network aperto da Google ormai nel 2011, sta chiudendo i battenti. Lo ha annunciato la casa di Mountain View in queste ore, in una comunicazione che arriva in conseguenza a un’altra vicenda: la scoperta di una vulnerabilità all’interno della piattaforma, che aveva il potenziale per esporre al furto i dettagli riservati di fino a 500mila utenti.

La versione del social dedicata al grande pubblico sparirà, mentre quella riservata alle aziende rimarrà online. La comunicazione di Google però non è giunta in modo esattamente spontaneo. È stato infatti il Wall Street Journal a raccontare per primo della vulnerabilità in Google Plus, un bug che secondo la testata era noto Google almeno dal mese di marzo.

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Al via la sperimentazione di Facebook Dating: in Colombia i primi test della nuova piattaforma per incontri online

Debutta in Colombia Facebook Dating, piattaforma per gli incontri annunciata da Mark Zuckerberg lo scorso mese di maggio. Il ceo di Facebook vuole che le persone si avvicinino in nuovi modi, abbandonando progressivamente il corteggiamento via etere o il sexting. Il servizio verrà esteso ad altri Paesi tenendo fede a un piano di dispiego che non è stato reso noto.

Un po’ Tinder e un po’ Hinge, si basa sul modello delle domande a cui gli utenti devono rispondere per imbastire una conversazione fondata su interessi condivisibili. Facebook Dating si integra con Gruppi e Eventi e, partendo da lì, stimola gli utenti a un incontro fisico.

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Facebook presenta il “punteggio di affidabilità”

Un punteggio alla credibilità degli utenti. Questa la nuova strategia di Facebook per cercare di arginare il dilagante fenomeno delle fake news.

Come ha spiegato la product manager di Menlo Park, Tessa Lyons, in un’intervista rilanciata dal Washington Post, è un’iniziativa pensata per combattere il fenomeno delle fake news. Facebook assegna un punteggio di credibilità ai propri utenti usando un metro di valutazione binario, ovvero basato su 2 valori: 0 e 1.

Questo servirà ad identificare in maniera univoca, attraverso un marker, gli utenti che sono più propensi a dar credito e a condividere notizie false o, al contrario, a segnalare come bufale notizie che invece sono ritenute vere e supportate da fonti considerate attendibili.

Come precisa Lyons, questo parametro che valuta la credibilità di un utente non è comunque inteso come un indicatore assoluto sull’affidabilità della persona e non esiste un punteggio di reputazione unificato unico assegnato agli utenti.

Perché non deve fare paura

È un dato di fatto che la disinformazione sia fonte di pericoli reali. Ne sono la dimostrazione i recenti disordini nello Sri Lanka e nel Myanmar causati da bufale e notizie distorte circolate nel web. Se vogliamo dare uno sguardo invece alla storia abbiamo l’esempio di eventi tristemente noti, come le violenze razziali perpetrate in Germania agli inizi del secolo scorso con la complicità della  disinformazione e della manipolazione delle masse.

Tracciamento della posizione degli utenti: Google nei guai dopo lo scandalo sulla privacy

Parte la causa contro Google: un cittadino californiano ha citato l’azienda ed ora l’azione legale potrebbe diventare collettiva

Lo scorso 13 agosto un’indagine di Associated Press, vidimata da alcuni ricercatori di Princeton, ha permesso di stabilire che Google traccia i movimenti degli utenti anche quando la cronologia delle posizioni è disattivata.

Una posizione scomoda per Mountain View, denunciata dal cittadino californiano Napoleon Patacsil per avere violato le leggi sulla privacy dello Stato. L’uomo si è rivolto alla corte federale di San Francisco chiedendo ai giudici di garantire la possibilità di avviare una class action contro BigG.

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Facebook ti informerà su quanto tempo stai su Facebook

Il social conferma di essere al lavoro per una funzione che monitori quanto tempo viene speso sulla piattaforma, analizzando con cadenza quotidiana nell’arco di sette giorni. La funzione consentirebbe anche di impostare un limite di tempo d’uso

Quando due anni fa Wired chiese a Chris Cox, il Chief Product Officer di Facebook, se avessero mai pensato di creare un timer interno per consentire alle persone di sapere quanto tempo spendessero sul social, sorrise: “Un’idea interessante”. Non era una risposta di cortesia, evidentemente.

Invece di farsi fare concorrenza da questa o quell’app esterna dedicata alla dieta digitale, il social network sta testando una funzione chiamata “Your Time on Facebook”.

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GDPR: Google fa chiarezza su come raccoglie i dati degli utenti

Chi raccoglie cosa? Cosa sa Google di noi? L’azienda rinnova le policy rendendole chiare anche da un punto di vista grafico, per farsi trovare pronta il 25 maggio, per l’applicazione del nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati

“Non cambierà niente nelle tue Impostazioni, né nel modo in cui vengono processate le informazioni.
Piuttosto, abbiamo migliorato il modo in cui descriviamo le nostre pratiche e come spieghiamo le opzioni che hai a disposizione per aggiornare, gestire, esportare e cancellare i tuoi dati”: questa volta è Google ad avvisare i suoi utenti in merito ai cambiamenti delle policy della privacy in vista dell’applicazione, il 25 maggio, del nuovo Regolamento europeo per la protezione dei dati personali.

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Facebook: tutte le novità annunciate da Zuckerberg sul palco dell’ F8. In arrivo anche una app per appuntamenti

Dalla privacy alla realtà virtuale, dalle chat di gruppo agli appuntamenti: tutti gli annunci fatti da Mark Zuckerberg all’evento annuale di Facebook

San José – Privacy, realtà virtuale, chat di gruppo e appuntamenti. In un’ora e mezza di keynote all’F8 Mark Zuckerberg parla velocemente di tante cose, tutte molte diverse fra loro.

C’è l’uscita sul mercato ufficiale di Oculus Go (qui potete leggere la recensione), il lancio delle chat di gruppo su WhatsApp e Messenger, la presentazione a sorpresa di Dating, un nuovo strumento per togliere a Tinder il controllo degli appuntamenti amorosi su Facebook. Ma c’è anche, ovviamente, il momento per parlare di privacy.

Appuntamenti su Facebook

Questo è ovviamente l’annuncio che scalda più gli animi degli sviluppatori in sala. Facebook ha pensato di creare uno strumento, chiamato Dating, separato dal newsfeed e dal profilo. “Un matrimonio su tre negli Stati Uniti viene fatto grazie a un incontro online. E noi non abbiamo ancora costruito uno strumento per il dating“, dice Zuckerberg con voce stupefatta.

Si crea un profilo separato, che sarà visibile solo da chi è a sua volta su Dating e poi si guardano gli eventi presenti attorno a te.

Una volta trovato un evento che ci interessa, lo si sblocca permettendo a chi partecipa di vedere il tuo profilo e di guardare quelli degli altri.

Scelto un match, si potrà chattare, ma solo in modo testuale (insomma, nessuna immagine di nudo potrà essere mandata sulla piattaforma). “La chat è separata da tutto il resto, non può spostarsi su Messenger e Whatsapp”, assicura Chris Cox.

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