A Milano il primo ristorante dove si paga in base ai followers

Ma chi si può permettere davvero di pagare il conto del ristorante in follower di Instagram?

A Milano apre il primo ristorante dove si paga in base al numero dei propri follower di Instagram, ma in sintesi, nulla di tutto ciò ci riguarda davvero

Lunedì 15 ottobre, in via Lazzaro Papi a Milano, in zona Porta Romana, aprirà il ristorante che molti media hanno annunciato essere il primo al mondo in cui sarà possibile pagare il conto in follower. Si tratta del sesto locale della catena This is not a sushi bar, nata nel 2007, prima realtà a portare il sushi delivery nel capoluogo meneghino.
La trovata, c’è da ammetterlo, ha centrato nel segno, almeno da un punto di vista comunicativo, e viene da chiedersi come mai nessuno ci avesse pensato prima. L’obiettivo non è tanto riempire il ristorante con la folla della sagra della porchetta di Ariccia, ma trascinarvi influencer e personaggi dal discreto successo social, motivarli a condividere una foto sul proprio profilo Instagram e offrire loro uno o più piatti in base all’entità della fan base che li segue.
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Google chiude Google Plus

Google Plus chiude per un bug che ha esposto i dati di centinaia di migliaia di utenti e che secondo, il Wall Street Journal, all’azienda era noto da mesi

Google Plus, lo snobbatissimo social network aperto da Google ormai nel 2011, sta chiudendo i battenti. Lo ha annunciato la casa di Mountain View in queste ore, in una comunicazione che arriva in conseguenza a un’altra vicenda: la scoperta di una vulnerabilità all’interno della piattaforma, che aveva il potenziale per esporre al furto i dettagli riservati di fino a 500mila utenti.

La versione del social dedicata al grande pubblico sparirà, mentre quella riservata alle aziende rimarrà online. La comunicazione di Google però non è giunta in modo esattamente spontaneo. È stato infatti il Wall Street Journal a raccontare per primo della vulnerabilità in Google Plus, un bug che secondo la testata era noto Google almeno dal mese di marzo.

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Al via la sperimentazione di Facebook Dating: in Colombia i primi test della nuova piattaforma per incontri online

Debutta in Colombia Facebook Dating, piattaforma per gli incontri annunciata da Mark Zuckerberg lo scorso mese di maggio. Il ceo di Facebook vuole che le persone si avvicinino in nuovi modi, abbandonando progressivamente il corteggiamento via etere o il sexting. Il servizio verrà esteso ad altri Paesi tenendo fede a un piano di dispiego che non è stato reso noto.

Un po’ Tinder e un po’ Hinge, si basa sul modello delle domande a cui gli utenti devono rispondere per imbastire una conversazione fondata su interessi condivisibili. Facebook Dating si integra con Gruppi e Eventi e, partendo da lì, stimola gli utenti a un incontro fisico.

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Facebook presenta il “punteggio di affidabilità”

Un punteggio alla credibilità degli utenti. Questa la nuova strategia di Facebook per cercare di arginare il dilagante fenomeno delle fake news.

Come ha spiegato la product manager di Menlo Park, Tessa Lyons, in un’intervista rilanciata dal Washington Post, è un’iniziativa pensata per combattere il fenomeno delle fake news. Facebook assegna un punteggio di credibilità ai propri utenti usando un metro di valutazione binario, ovvero basato su 2 valori: 0 e 1.

Questo servirà ad identificare in maniera univoca, attraverso un marker, gli utenti che sono più propensi a dar credito e a condividere notizie false o, al contrario, a segnalare come bufale notizie che invece sono ritenute vere e supportate da fonti considerate attendibili.

Come precisa Lyons, questo parametro che valuta la credibilità di un utente non è comunque inteso come un indicatore assoluto sull’affidabilità della persona e non esiste un punteggio di reputazione unificato unico assegnato agli utenti.

Perché non deve fare paura

È un dato di fatto che la disinformazione sia fonte di pericoli reali. Ne sono la dimostrazione i recenti disordini nello Sri Lanka e nel Myanmar causati da bufale e notizie distorte circolate nel web. Se vogliamo dare uno sguardo invece alla storia abbiamo l’esempio di eventi tristemente noti, come le violenze razziali perpetrate in Germania agli inizi del secolo scorso con la complicità della  disinformazione e della manipolazione delle masse.

Tracciamento della posizione degli utenti: Google nei guai dopo lo scandalo sulla privacy

Parte la causa contro Google: un cittadino californiano ha citato l’azienda ed ora l’azione legale potrebbe diventare collettiva

Lo scorso 13 agosto un’indagine di Associated Press, vidimata da alcuni ricercatori di Princeton, ha permesso di stabilire che Google traccia i movimenti degli utenti anche quando la cronologia delle posizioni è disattivata.

Una posizione scomoda per Mountain View, denunciata dal cittadino californiano Napoleon Patacsil per avere violato le leggi sulla privacy dello Stato. L’uomo si è rivolto alla corte federale di San Francisco chiedendo ai giudici di garantire la possibilità di avviare una class action contro BigG.

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Facebook ti informerà su quanto tempo stai su Facebook

Il social conferma di essere al lavoro per una funzione che monitori quanto tempo viene speso sulla piattaforma, analizzando con cadenza quotidiana nell’arco di sette giorni. La funzione consentirebbe anche di impostare un limite di tempo d’uso

Quando due anni fa Wired chiese a Chris Cox, il Chief Product Officer di Facebook, se avessero mai pensato di creare un timer interno per consentire alle persone di sapere quanto tempo spendessero sul social, sorrise: “Un’idea interessante”. Non era una risposta di cortesia, evidentemente.

Invece di farsi fare concorrenza da questa o quell’app esterna dedicata alla dieta digitale, il social network sta testando una funzione chiamata “Your Time on Facebook”.

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GDPR: Google fa chiarezza su come raccoglie i dati degli utenti

Chi raccoglie cosa? Cosa sa Google di noi? L’azienda rinnova le policy rendendole chiare anche da un punto di vista grafico, per farsi trovare pronta il 25 maggio, per l’applicazione del nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati

“Non cambierà niente nelle tue Impostazioni, né nel modo in cui vengono processate le informazioni.
Piuttosto, abbiamo migliorato il modo in cui descriviamo le nostre pratiche e come spieghiamo le opzioni che hai a disposizione per aggiornare, gestire, esportare e cancellare i tuoi dati”: questa volta è Google ad avvisare i suoi utenti in merito ai cambiamenti delle policy della privacy in vista dell’applicazione, il 25 maggio, del nuovo Regolamento europeo per la protezione dei dati personali.

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Facebook: tutte le novità annunciate da Zuckerberg sul palco dell’ F8. In arrivo anche una app per appuntamenti

Dalla privacy alla realtà virtuale, dalle chat di gruppo agli appuntamenti: tutti gli annunci fatti da Mark Zuckerberg all’evento annuale di Facebook

San José – Privacy, realtà virtuale, chat di gruppo e appuntamenti. In un’ora e mezza di keynote all’F8 Mark Zuckerberg parla velocemente di tante cose, tutte molte diverse fra loro.

C’è l’uscita sul mercato ufficiale di Oculus Go (qui potete leggere la recensione), il lancio delle chat di gruppo su WhatsApp e Messenger, la presentazione a sorpresa di Dating, un nuovo strumento per togliere a Tinder il controllo degli appuntamenti amorosi su Facebook. Ma c’è anche, ovviamente, il momento per parlare di privacy.

Appuntamenti su Facebook

Questo è ovviamente l’annuncio che scalda più gli animi degli sviluppatori in sala. Facebook ha pensato di creare uno strumento, chiamato Dating, separato dal newsfeed e dal profilo. “Un matrimonio su tre negli Stati Uniti viene fatto grazie a un incontro online. E noi non abbiamo ancora costruito uno strumento per il dating“, dice Zuckerberg con voce stupefatta.

Si crea un profilo separato, che sarà visibile solo da chi è a sua volta su Dating e poi si guardano gli eventi presenti attorno a te.

Una volta trovato un evento che ci interessa, lo si sblocca permettendo a chi partecipa di vedere il tuo profilo e di guardare quelli degli altri.

Scelto un match, si potrà chattare, ma solo in modo testuale (insomma, nessuna immagine di nudo potrà essere mandata sulla piattaforma). “La chat è separata da tutto il resto, non può spostarsi su Messenger e Whatsapp”, assicura Chris Cox.

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Google Maps indicherà anche i percorsi per sedie a rotelle

Una nuova funzione disponibile anche in Italia permette di muoversi evitando le barriere. Una novità che coinvolge anche chi passeggia con i passeggini

La libertà passa anche dalla tecnologia e così Google Maps si rinnova per venire incontro alle esigenze di chi ha una mobilità limitata. La novità si chiama “wheelchair accessible”, in italiano “accessibile in sedia a rotelle”, ed è già disponibile.

È dedicato a chi vuole muoversi con i mezzi pubblici senza barriere e crea un percorso a prova di quattro ruote, indicando solo le vie percorribili ed evitando le scale e tutti gli altri impedimenti come per esempio dei tram di impossibile accesso o gli autobus che non hanno le pedane.

Nonostante sia nato specificatamente per le sedie a rotelle, la funzione può essere utile anche ad altri utenti. Primo tra tutti chi ha un bebè e gira in città con il passeggino oppure chi ha una ridotta mobilità pur stando in piedi. Attivare la funzione è facile. Apriamo Google Maps, scegliamo la destinazione e poi selezioniamo l’icona con i mezzi pubblici. A questo punto andiamo in Opzioni, in alto sulla sinistra, e selezioniamo l’opzione “accessibile in sedia a rotelle”.

Da questo momento in poi la nostra scelta sarà salvata e avremo solo itinerari compatibili.

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Le Marche al primo posto per interazioni social

Contenuti di qualità, capacità di attirare nuovi fan e fidelizzarli: questi i parametri che hanno permesso di stilare una classifica delle regioni italiane più abili a muoversi sui social media

Più di 61mila post e 14 milioni di interazioni generate complessivamente: sono i numeri della promozione turistica delle Regioni italiane sui canali social ufficiali, all’interno di un report che ha incoronato le Marche per il miglior Social Media Team.

Il progetto è stato realizzato dalla società di media monitoring Extreme srl (che quindi ha usato i propri strumenti) sulla base di un monitoraggio quotidiano dei canaliFacebook, Instagram, Twitter e Google Plus delle regioni da gennaio a dicembre 2017.

Qualche numero sul movimento complessivo di tutti i protagonisti dell’analisi: i post sono stati prodotti per il 48% su Twitter, per il 39% su Facebook, per il 10% su Instagram e per il 3% su Google+. Per numero di follower complessivi però (3,8 milioni), è Facebook a detenere la fetta più importante: sono su Facebook per il 75%.

Per la somma di like, commenti e condivisioni, che l’analisi ha valutato come interazioni complessive, Instagram se la cava benone, a un solo punto percentuale di differenza (47%, 1064 post) rispetto a Facebook (283 post).

A dispetto, Twitter crolla, accaparrandosi il 5%. Google Plus non pervenuto.

In questo quadro generale, sono stati individuati otto criteri, dalla produzione di contenuti all’aumento dei fan: per ognuno, “sono stati calcolati i primi tre piazzamenti, assegnando a ciascuno un punteggio decrescente per la prima, seconda e terza posizione – si legge – la classifica finale è stata stilata sommando i punteggi conseguiti”. In sostanza, spiega l’azienda, i canali sono stati analizzati con gli stessi metodi con i quali si analizzano le attività dei travel influencer.

Per il primo criterio, cioè la produzione di contenuti, in prima posizione si è classificata la Lombardia (con inLombardia), a seguire le Marche (Marche Tourism) e in terza posizione, la Siciliale tre regioni hanno prodotto il 32% dell’intero volume di post realizzati dalle regioni nell’arco del 2017.

Nella sezione interazioni invece (“engagement complessivo”), svetta il Trentino, seguito da Toscana e Lombardia. Insieme, hanno generato il 35% dell’attività da parte dei fan.

Commenti e condivisioni sono stati nominati con l’etichetta di “Strong engagement”, un “indicatore indiretto per valutare la qualità dei contenuti” (richiedono più impegno rispetto a un follow o un like): in questo caso la classifica nomina al primo posto le Marche, al secondo la Liguria, al terzo il Veneto.

La partecipazione profonda, se mantenuta nel tempo, è un altro parametro da tenere in considerazione: la tenuta ha contraddistinto di nuovo Marche e Liguria, e ha assegnato il terzo posto al Friuli Venezia Giulia.

Il Social Media Team più capace di fidelizzare i propri follower (ricorrenza delle interazioni) è quello della Liguria (seguono di nuovo Marche e salta fuori il Lazio) mentre quello più agile nello sviluppo della fanbase in percentuale, calcolato sui profili Instagram e Facebook, è stato quello di inLombardia. Ha portato a casa il 57,65% dei fan, lasciando indietro l’Alto Adige (+39,78%) e il Trentino (39,77%). I due si ritrovano insieme però in testa alla classifica dello sviluppo della fanbase in termini assoluti (seconda la Lombardia, terza la Toscana).

Per il criterio “valarizzazione economica di un post”, le Marche tornano in cima: i primati nelle varie categoria sono valse alla Regione il titolo di Miglior Social Media team in termini generali. Argento alla Lombardia, bronzo al Trentino. In quarta posizione, pari merito, si sono piazzate la Liguria, l’Alto Adige e la Toscana.

Fonte: wired.it