GDPR: Google fa chiarezza su come raccoglie i dati degli utenti

Chi raccoglie cosa? Cosa sa Google di noi? L’azienda rinnova le policy rendendole chiare anche da un punto di vista grafico, per farsi trovare pronta il 25 maggio, per l’applicazione del nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati

“Non cambierà niente nelle tue Impostazioni, né nel modo in cui vengono processate le informazioni.
Piuttosto, abbiamo migliorato il modo in cui descriviamo le nostre pratiche e come spieghiamo le opzioni che hai a disposizione per aggiornare, gestire, esportare e cancellare i tuoi dati”: questa volta è Google ad avvisare i suoi utenti in merito ai cambiamenti delle policy della privacy in vista dell’applicazione, il 25 maggio, del nuovo Regolamento europeo per la protezione dei dati personali.

Coninua a leggere su wired.it

Facebook: tutte le novità annunciate da Zuckerberg sul palco dell’ F8. In arrivo anche una app per appuntamenti

Dalla privacy alla realtà virtuale, dalle chat di gruppo agli appuntamenti: tutti gli annunci fatti da Mark Zuckerberg all’evento annuale di Facebook

San José – Privacy, realtà virtuale, chat di gruppo e appuntamenti. In un’ora e mezza di keynote all’F8 Mark Zuckerberg parla velocemente di tante cose, tutte molte diverse fra loro.

C’è l’uscita sul mercato ufficiale di Oculus Go (qui potete leggere la recensione), il lancio delle chat di gruppo su WhatsApp e Messenger, la presentazione a sorpresa di Dating, un nuovo strumento per togliere a Tinder il controllo degli appuntamenti amorosi su Facebook. Ma c’è anche, ovviamente, il momento per parlare di privacy.

Appuntamenti su Facebook

Questo è ovviamente l’annuncio che scalda più gli animi degli sviluppatori in sala. Facebook ha pensato di creare uno strumento, chiamato Dating, separato dal newsfeed e dal profilo. “Un matrimonio su tre negli Stati Uniti viene fatto grazie a un incontro online. E noi non abbiamo ancora costruito uno strumento per il dating“, dice Zuckerberg con voce stupefatta.

Si crea un profilo separato, che sarà visibile solo da chi è a sua volta su Dating e poi si guardano gli eventi presenti attorno a te.

Una volta trovato un evento che ci interessa, lo si sblocca permettendo a chi partecipa di vedere il tuo profilo e di guardare quelli degli altri.

Scelto un match, si potrà chattare, ma solo in modo testuale (insomma, nessuna immagine di nudo potrà essere mandata sulla piattaforma). “La chat è separata da tutto il resto, non può spostarsi su Messenger e Whatsapp”, assicura Chris Cox.

Leggi l’articolo completo su wired.it

Google Maps indicherà anche i percorsi per sedie a rotelle

Una nuova funzione disponibile anche in Italia permette di muoversi evitando le barriere. Una novità che coinvolge anche chi passeggia con i passeggini

La libertà passa anche dalla tecnologia e così Google Maps si rinnova per venire incontro alle esigenze di chi ha una mobilità limitata. La novità si chiama “wheelchair accessible”, in italiano “accessibile in sedia a rotelle”, ed è già disponibile.

È dedicato a chi vuole muoversi con i mezzi pubblici senza barriere e crea un percorso a prova di quattro ruote, indicando solo le vie percorribili ed evitando le scale e tutti gli altri impedimenti come per esempio dei tram di impossibile accesso o gli autobus che non hanno le pedane.

Nonostante sia nato specificatamente per le sedie a rotelle, la funzione può essere utile anche ad altri utenti. Primo tra tutti chi ha un bebè e gira in città con il passeggino oppure chi ha una ridotta mobilità pur stando in piedi. Attivare la funzione è facile. Apriamo Google Maps, scegliamo la destinazione e poi selezioniamo l’icona con i mezzi pubblici. A questo punto andiamo in Opzioni, in alto sulla sinistra, e selezioniamo l’opzione “accessibile in sedia a rotelle”.

Da questo momento in poi la nostra scelta sarà salvata e avremo solo itinerari compatibili.

Leggi l’articolo completo su wired.it

Le Marche al primo posto per interazioni social

Contenuti di qualità, capacità di attirare nuovi fan e fidelizzarli: questi i parametri che hanno permesso di stilare una classifica delle regioni italiane più abili a muoversi sui social media

Più di 61mila post e 14 milioni di interazioni generate complessivamente: sono i numeri della promozione turistica delle Regioni italiane sui canali social ufficiali, all’interno di un report che ha incoronato le Marche per il miglior Social Media Team.

Il progetto è stato realizzato dalla società di media monitoring Extreme srl (che quindi ha usato i propri strumenti) sulla base di un monitoraggio quotidiano dei canaliFacebook, Instagram, Twitter e Google Plus delle regioni da gennaio a dicembre 2017.

Qualche numero sul movimento complessivo di tutti i protagonisti dell’analisi: i post sono stati prodotti per il 48% su Twitter, per il 39% su Facebook, per il 10% su Instagram e per il 3% su Google+. Per numero di follower complessivi però (3,8 milioni), è Facebook a detenere la fetta più importante: sono su Facebook per il 75%.

Per la somma di like, commenti e condivisioni, che l’analisi ha valutato come interazioni complessive, Instagram se la cava benone, a un solo punto percentuale di differenza (47%, 1064 post) rispetto a Facebook (283 post).

A dispetto, Twitter crolla, accaparrandosi il 5%. Google Plus non pervenuto.

In questo quadro generale, sono stati individuati otto criteri, dalla produzione di contenuti all’aumento dei fan: per ognuno, “sono stati calcolati i primi tre piazzamenti, assegnando a ciascuno un punteggio decrescente per la prima, seconda e terza posizione – si legge – la classifica finale è stata stilata sommando i punteggi conseguiti”. In sostanza, spiega l’azienda, i canali sono stati analizzati con gli stessi metodi con i quali si analizzano le attività dei travel influencer.

Per il primo criterio, cioè la produzione di contenuti, in prima posizione si è classificata la Lombardia (con inLombardia), a seguire le Marche (Marche Tourism) e in terza posizione, la Siciliale tre regioni hanno prodotto il 32% dell’intero volume di post realizzati dalle regioni nell’arco del 2017.

Nella sezione interazioni invece (“engagement complessivo”), svetta il Trentino, seguito da Toscana e Lombardia. Insieme, hanno generato il 35% dell’attività da parte dei fan.

Commenti e condivisioni sono stati nominati con l’etichetta di “Strong engagement”, un “indicatore indiretto per valutare la qualità dei contenuti” (richiedono più impegno rispetto a un follow o un like): in questo caso la classifica nomina al primo posto le Marche, al secondo la Liguria, al terzo il Veneto.

La partecipazione profonda, se mantenuta nel tempo, è un altro parametro da tenere in considerazione: la tenuta ha contraddistinto di nuovo Marche e Liguria, e ha assegnato il terzo posto al Friuli Venezia Giulia.

Il Social Media Team più capace di fidelizzare i propri follower (ricorrenza delle interazioni) è quello della Liguria (seguono di nuovo Marche e salta fuori il Lazio) mentre quello più agile nello sviluppo della fanbase in percentuale, calcolato sui profili Instagram e Facebook, è stato quello di inLombardia. Ha portato a casa il 57,65% dei fan, lasciando indietro l’Alto Adige (+39,78%) e il Trentino (39,77%). I due si ritrovano insieme però in testa alla classifica dello sviluppo della fanbase in termini assoluti (seconda la Lombardia, terza la Toscana).

Per il criterio “valarizzazione economica di un post”, le Marche tornano in cima: i primati nelle varie categoria sono valse alla Regione il titolo di Miglior Social Media team in termini generali. Argento alla Lombardia, bronzo al Trentino. In quarta posizione, pari merito, si sono piazzate la Liguria, l’Alto Adige e la Toscana.

Fonte: wired.it

Attenti alle bufale! Non è così che riuscirete ad aggirare l’algoritmo di Facebook

Un nuovo giro di post invita a commentare per boicottare il nuovo algoritmo di Facebook: non funziona così, ed ecco cosa si può provare a fare per personalizzare il proprio News Feed

Più sicuro delle occupazioni (anzi, “okkupazioni”) nelle scuole in autunno c’è solo una cosa: i post da copia-incollare sui social network per informare tutti di cose che puntualmente non sono neanche vere. La new entry si riferisce – o meglio, vorrebbe riferirsi – al nuovo algoritmo introdotto da Facebook, cioè quello che riporta al centro le interazioni tra amici e conoscenti più stretti (parenti, laddove indicati) a discapito dei contenuti delle Pagine. Recita così:

Ecco perché non vedevo i post di moltissimi amici!! Che “simpatici” questi di Facebook. Occhio. La sezione notizie di Facebook ci fa vedere solo i post delle stesse persone poche persone, circa 25 e ripetutamente le stesse, perché ha introdotto un nuovo algoritmo. Dato che voglio scegliere da solo le persone di cui ricevo notizie, vi chiedo un favore. Se leggete questo messaggio lasciate un commento veloce, un “ciao” un adesivo, qualsiasi cosa vogliate, in questo modo apparirà nella mia sezione notizie.

Altrimenti Facebook sceglie le notizie che ricevo e non ho bisogno che Facebook scelga i miei amici. Non esitare a copiare e incollare sulla tua bacheca questa info, in modo che tu possa avere più interazione con tutti i tuoi contatti e aggirare il nuovo sistema, grazie“.

Tanto per cominciare, questo genere di call to action sono facili da riconoscere, il che dovrebbe suscitare un certo grado di scetticismo alla sola vista. Il meccanismo è sempre lo stesso: prendere il tema del momento, usare due o tre frasi che si riferiscono a un qualche piano segreto che mette gli utenti in un angolo senza via di scampo, lanciare una chiamata all’azione.

Leggi l’articolo completo su wired.it

Facebook: presto in Italia un centro per diffondere la cultura digitale

Facebook vuole educare le persone alla cultura digitale e per questo aprirà tre centri in Europa simili a quelli già attivi in Brasile e in Nigeria

Saranno tre i centri europei che Facebook dedicherà alla diffusione della cultura digitale. Uno in Spagna, uno in Polonia e l’altro in Italia.

L’obiettivo di Menlo Park è quello di istruire un milione di persone nel corso dei prossimi 2 anni perché, come ha sottolineato il direttore operativo di Facebook Sheryl Sandberg “le persone temono che la rivoluzione digitale le lasci indietro e noi vogliamo dare loro tutto ciò di cui hanno bisogno per partecipare all’economia digitale”.

I centri saranno poli culturali per l’alfabetizzazione digitale ma anche dell’integrazione. I primi a godere della formazione saranno i gruppi sociali che hanno un accesso limitato alle tecnologie, tra questi i giovanissimi, gli anziani e i rifugiati.

Leggi l’articolo completo su wired.it

Occhio all’ennesima truffa su WhatsApp a pagamento

Catene di Sant’Antonio e fantomatiche richieste di rinnovo del servizio che arrivano via sms, come fossero messaggi al cliente: WhatsApp è gratuito, si tratta di truffe

Nel dubbio, non aprite quel link. Periodicamente torna sugli schermi (degli smartphone) la minaccia dei servizi gratuiti che diventano a pagamento. Primo su tutti, WhatsApp. Un nuovo tentativo di estorcere soldi agli utenti sta circolando in questi giorni: come riporta su Facebook l’esperto di sicurezza informatica Gianluca Varisco, una finta comunicazione, legata a rinnovo della sottoscrizione, viene recapitata via sms agli utenti. Un allegato indirizza a un link per il pagamento, con la richiesta di inserimento dei dati della carta di credito.

Leggi l’articolo integrale su wired.it

Google personalizza la ricerca in base alla posizione. Addio alla ricerca per domini locali

I risultati della ricerca saranno suggeriti in base alla localizzazione dell’utente, ma c’è un modo per modificare l’area geografica di riferimento

Finora, il nome del dominio ha guidato la pertinenza delle ricerche a livello locale: Google.it per l’Italia, Google.de per la Germania, Google.com.br per il Brasile, e via di seguito. Da oggi invece, Google ha annunciato che le ricerche saranno impostate di default in base alla posizione dell’utente. L’aggiornamento riguarderà il web da mobile, l’app iOS, le ricerche da desktop e Maps, ovviamente.

Se abiti in Australia – spiega il Product Manager Evelyn Kao – riceverai automaticamente il servizio per l’Australia, ma quando viaggi in Nuova Zelanda i tuoi risultati passeranno automaticamente a quello neozeladese. Al ritorno in Australia, potrai tornare indietro nel servizio australiano“.

Leggi l’articolo completo su wired.it

KRACK Wi-Fi, come funziona l’attacco al WPA2

La tecnica di KRACK è affascinante, ma non dobbiamo spaventarci. Però, ricordiamo di aggiornare i nostri dispositivi

Nei corsi di sicurezza informatica, di qualsiasi livello, si tende a dire che le reti wireless vanno protette utilizzando il così detto protocollo Wi-Fi Protected Access II, o WPA2. Questo perché si è sempre ritenuto che fosse uno dei migliori, in grado di fornire il giusto compromesso tra protezione, prestazioni e semplicità d’implementazione. Parliamo, appunto, di compromesso, e chi è addentro alla materia sa bene che parlare di protezione totale è un altro paio di maniche. Parecchi, dunque, non si sono stupiti nell’apprendere che un gruppo di ricercatori è stato in grado di mettere a punto un attacco proof-of-concept capace di crackare, e quindi di fatto neutralizzare, la protezione offerta dal WPA2.

Leggi l’articolo completo su wired.it

Traduzione online: sfida all’ultima rete neurale tra giganti della tecnologia

Mentre nascono servizi sempre più verticali, i grandi della tecnologia, come Google e Facebook, investono in maniera diversa, ma consistente, nell’Intelligenza Artificiale

Il servizio di traduzione rappresenta una di quelle sfide che quotidianamente le piattaforme affrontano, che siano o meno dedicate esclusivamente a quello. Ed è anche, contemporaneamente, quello su cui gli utenti più spesso fanno le pulci. Google Translate, per esempio, nonostante gli sforzi profusi in ricerca e integrazione di tecnologie di Intelligenza Artificiale su base globale, fa sorridere spesso per le sue interpretazioni, almeno in italiano (non esattamente una delle lingue più diffuse).

Negli ultimi 10 anni, il Traduttore è passato dal sostenere poche lingue a 103″, dice Prabhakar Raghavan, Vice President of Engineering di Google, ospite dell’Internet Festival di Pisa. “All’inizio abbiamo usato modelli statistici, migliorando tutto nel 2016, con l’introduzione della Neural Machine Translation. Al suo livello più alto, il sistema neurale traduce intere frasi alla volta, invece che pezzo per pezzo. Utilizza un contesto più ampio per comprendere quale sia la traduzione più rilevante, che poi riorganizza e adatta per renderla più simile a quella di un essere umano, in una corretta forma grammaticale.

Leggi l’articolo completo su wired.it