Facebook Messenger, torna il malware che si diffonde attraverso la chat.

L’attacco utilizza la chat di Facebook per propagarsi, ma non è nuovo: A volte ritornano, anche quando si tratta di malware. Un numero per il momento ancora limitato di Facebook Messenger sta lamentando in queste ore la comparsa nella propria casella di messaggi sospetti, inviati in automatico da contatti fidati ma rimasti vittima di un attacco informatico.

Il contenuto delle missive è pensato per ingannare il destinatario, facendogli credere che in allegato ci sia un video che lo ritrae: cliccandoci si accede a una pagina YouTube fasulla, nella quale viene richiesta l’installazione di un applicativo o di un plug-in per il browser che è in realtà il veicolo per il malware in questione.

Il link che accompagna il contenuto sospetto è sempre uno — xic.graphics — e dietro all’inganno sembra esserci un vero e proprio cavallo di Troia.

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A Google è stato chiesto di rimuovere oltre un milione di siti!

In tanti hanno chiesto la rimozione di indirizzi dai risultati del motore di ricerca. Il problema più grande: il copyright.

Il numero di richieste che Google riceve per la rimozione di indirizzi dall’indicizzazione dei risultati di ricerca continua a crescere. The Big G, nel suo Transparency Report, tiene traccia delle richieste pervenute e le pubblica. In un grafico dedicato a quelle riguardati rimozioni in tema di copyright, è evidente quanto non solo siano aumentate dal 2012 – questo è fisiologico – ma soprattutto anche nel corso dell’ultimo anno, da gennaio 2016 a gennaio 2017 (con un picco, al 23 gennaio, di 19.285.333).

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In generale, le richieste che Google ha ricevuto per rimuovere siti web dai suoi risultati, quindi il totale dei siti “interessati”, ha sforato quota un milione, mentre gli indirizzi rimossi in totale (dal 10 marzo 2011 al 14 febbraio 2017), hanno toccato quota 2,13 miliardi.

Sono numeri che non sorprendono, anche se i richiedenti hanno nomi di un certo rilievo: la Casa Bianca o il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, che avrebbero chiesto la rimozione, tra gli altri, di propri contenuti.
Niente di nuovo sul fronte occidentale, tuttavia. Le relazioni tra giganti della rete e governi è quanto di più stretto si trovi: a dicembre Facebook, nel suo rapporto di trasparenza, faceva il conto delle richieste su dati utenti ricevute proprio da parte dei governi.

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Come i social network si spartiscono la mappa del mondo.

Al di là dei numeri degli utenti, come si dividono lo scacchiere i vari protagonisti del social networking?

L’analista Vincenzo Cosenza ha pubblicato la nuova versione della “Mappa dei social network nel mondo”: sfruttando i nuovi dati di Alexa (Amazon), ha incluso nello studio 15 nuovi paesi, operazione che gli ha permesso di addentrarsi maggiormente nel panorama africano.

I risultati dell’indagine danno Facebook come piattaforma preferita in 119 dei 149 paesi analizzati. “Eppure nell’ultimo anno l’armata di Zuckerberg ha dovuto indietreggiare in 9 territori: in 5 è stato fermato da Odnoklassniki, in 2 da Vkontakte e in altri 2 da Linkedin”, scrive Cosenza. Botswana, Mozambico, Namibia, Iran e Indonesia, prediligono Instagram (che vince 7 paesi della mappa, compreso l’Iran), mentre in alcune zone dell’Africa (come il Mali, per dirne uno) vince LinkedIn che, in generale, conquista 9 paesi.

Sorpresa: “L’outsider di questa nuova analisi è Reddit, il forum 2.0, che ha conquistato la seconda posizione in 5 nazioni, tra cui Australia, Canada, Danimarca, Norvegia e Nuova Zelanda”. Una presenza da non sottovalutare, considerando che il Canada viene spesso utilizzato dalle aziende tech per il lancio di nuove funzioni perché molto ricettivo e affine al mercato degli Stati Uniti.

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Google diventa chef…

Google diventa chef e offre suggerimenti nei risultati di ricerca!

L’app mostrerà suggerimenti inerenti la ricetta richiesta e i suoi ingredienti!

Google aggiunge al suo sistema di ricerca una funzionalità che sembra quasi il minimo che potesse offrire ai suoi utenti, dopo anni di “Masterchef” e “Cuochi e Fiamme”, cucine accese ad ogni ora (da incubo e non) e corsi per la cottura perfetta dell’acqua bollita.

Mentre il motore fornisce i risultati in base alla chiave di ricerca, in alto compariranno delle etichette con suggerimenti per ricette più specifiche e ingredienti correlati alla richiesta. Per esempio, cercando la ricetta della pizza, nella parte alta Google potrebbe proporre “senza glutine”, “ricetta della crosta”, “meno carboidrati”…insomma, l’app farà in modo di proporre nuove soluzioni culinarie che il pubblico ancora non conosce.

 

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